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Dic
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Gary Cooper

Garycooper_3 45 anni fa, il 13 maggio 1961 moriva Gary Cooper, l’attore che piu’ di tutti, tra i divi della prima stagione hollywoodiana, ha incarnato il mito positivo dell’americanita’: l’uomo onesto e franco, al limite dell’ingenuita’, pronto a pagare qualsiasi prezzo pur di non rinunciare ai propri ideali.

Frank J. Cooper, nasce il 7 maggio 1901, ad Helena, nel Montana. Gli studi sono quelli di agraria, ma il giovane Frank si stanca presto della campagna e si trasferisce in California per diventare caricaturista; Hollywood gli apre le porte come stuntman e Cooper inizia fare il cascatore nei film western, nel 1925 un piccolo ruolo in Tricks lo fa notare dalla Paramount che lo mette sotto contratto e il suo agente lo ribattezza Gary per non confonderlo con un altro attore.

Gary Cooper inizia a far carriera e ben presto, nel 1930 e’ il legionario TomBrown, che la cantante Amy Jolly, interpretata da Marlene Dietrich, non esita a seguire nel film Marocco di Joseph von Sternberg.

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Gli anni ‘30 trasformano il bellissimo attore in un divo ed e’ conteso da tutti i piu’ grandi registi del momento: oltre a von Sternberg, Gary Cooper lavora con Lubitsch nel 1933 (Partita a quattro) e nel 1938 (L’ottava moglie di Barbablu’) mentre nel 1936 interpreta per Frank Capra uno dei personaggi che meglio sintetizza la teoretica del regista, il milionario dal cuore d’oro Longfellow Deeds di E’ arrivata la felicita’, ancora per Capra sara’ l’ingenuo John Doe che arringa le folle in Arriva John Doe del 1941.

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Per un altro film del medesimo anno Gary Cooper vince l’oscar, Il sergente York, regia di Howard Hawks, ispirato alla vera storia di Alvyn York, un quacchero, inizialmente obiettore di coscienza durante la Prima Guerra Mondiale, che suo malgrado e’ costretto a misurarsi con un male assoluto come la guerra, questo film e’ forse il primo vero tassello del mito dell’uomo integerrimo incarnato dall’attore che nel 1956 interpretera’ ancora un quacchero costretto suo malgrado all’uso delle armi ne La Legge del Signore di William Wyler.

Perchisuonalacampana_2La fama di Gary Cooper non si appanna negli anni ‘40 anche se il decennio passa regalando pochi ruoli significativi all’attore, tra questi va ricordato l’epocale Per chi suona la campana di Sam Wood del 1943.

Mezzdifuocojpg_2 Il film che consegna Gary Cooper all’olimpo cinematografico arriva nel 1952: e’ Mezzogiorno di fuoco, dove l’attore disegna una perfetta maschera di uomo integro costretto a combattere da solo all’interno di un esemplare congegno filmico diretto da Fred Zinnemann.

Nel 1957 e’ il protagonista di Arianna, il film in cui Billy Wilder paga maggiormente il suo debito con Lubitsch, nello stile e nella scelta degli attori, volendo uno dei protagonisti della grande stagione americana del maestro berlinese.
Da sempre legato al genere western, sul finire degli anni ’50 Gary Cooper e’ protagonista di due western crepuscolari, opere di due maestri della nuova concezione del genere, Dove la terra scotta di Anthony Mann del 1958 e L’Albero degli impiccati girato da Delmer Daves l’anno seguente.

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Nel 1961 riceve un’oscar alla carriera, ma non puo’ andare a ritirarlo perche’ gia’ gravemente colpito dal tumore che lo stronchera’ qualche mese dopo.


1 Risposta a “Gary Cooper”


  1. 1 Niccolò
    Dicembre 25, 2009 alle 12:45 am

    Ma come si chiamerebbe quella canzone che canta in frankenstein junior su gary cooper???


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