25
Dic
09

Tre giorni d’anarchia

TregiornidanarchiaNei primi di luglio del 1943, Giuseppe torna al paese in licenza premio per aver conseguito la laurea; il 9 luglio gli Alleati sbarcano in Sicilia e gli abitanti del paesino si illudono che la fine della guerra sia imminente ed in attesa che arrivino fisicamente i “liberatori” iniziano a mettere in piedi la democrazia..

Vito Zagarrio, studioso di cinema alla sua terza regia, si ispira a fatti di cronaca realmente accaduti per mettere in scena questo film che racconta l’illusione della liberta’: la speranza che gli americani portassero veramente la democrazia, salvando il popolo dall’oppressione del latifondo e della mafia, un’illusione che dura solo tre giorni, tre giorni terribili e magnifici.
Terribili perche’ non mancheranno le rivalse sui fascisti: il primo gesto del popolo liberato e’ quello di abbattere il busto del Duce che domina la piazza (ricorda qualcosa?). E magnifici per il senso di speranza che a volte riesce anche a contagiare lo spettatore, che pure sa che la Storia avra’ un altro corso.
In quei giorni fatidici il protagonista prende coscienza di se’: figlio del veterinario antifascista, ora moribondo, Giuseppe viene eletto capo del paese per acclamazione, anche se non e’ del tutto desideroso di prendersi questa responsabilita’; dato il suo potere, il giovane viene “corteggiato” dal ricco latifondista e dal capomafia e non sara’ facile per Giuseppe mantenere la propria integrita’, come non sara facile scegliere tra le due donne per cui batte il suo cuore: la bella e disinibita figlia del padrone o la maestrina battagliera ed impegnata.
Non tutto scorre perfettamente nel film, ma e’ innegabile l’impegno del regista e del cast, in gran parte siciliano: accanto alla prova degna di nota di Enrico Lo Verso, si segnala Tiziana Lodato nei panni della maestra e un inconsueto Nino Frassica nel drammatico ruolo del farmacista corrotto.



0 Risposte a “Tre giorni d’anarchia”



  1. Ancora nessun commento.

Lascia un commento