Archivio per Maggio 2007

16
Mag
07

L’uomo dell’anno

Uomodellanno Il comico televisivo Tom Dobbs, spinto dai suoi fan, decide di presentarsi come candidato per la presidenza degli Stati Uniti d’America e vince le elezioni, le prime svolte tutte elettronicamente grazie a un sofisticato software che sta facendo volare le azioni della azienda costruttrice, ma se il computer avesse sbagliato?

Una storia di onesta’ politica che riecheggia vagamente Frank Capra e che per essere raccontata ha bisogno di venire presentata quasi come una favola narrata dal manager di Dobbs, Jack Menken (un sempre sublime Christopher Walken, qui nei panni di un saggio fanfarone bloccato su una sedia a rotelle dall’enfisema).
E’ un film molto divertente che, senza mai spingere sulla satira, non risparmia battute anche raffinate sulla politica e sul costume non soltanto americani, infatti non manca un riferimento al nostro Parlamento con Cicciolina deputata; Robin Williams e’ ovviamente a suo agio nei panni del mattatore televisivo e riesce a non strafare con la sua gigioneria.
Il film si perde un po’ nella seconda parte dove lascia troppo spazio all’azione complottistica dell’azienda che vuole nascondere il guasto del suo prodotto ma nel complesso e’ un film godibile, che offre qualche interessante spunto di riflessione su questa bizzarra commistione tra comicita’ e politica che sta investendo il mondo occidentale.

14
Mag
07

The good shepherd – L’ombra del potere

Goodshepherd

Robert De Niro torna dietro alla macchina da presa a tredici anni di distanza dal suo esordio con un film,apparentemente molto diverso dal precedente Bronx: si tratta di una pellicola ambiziosa che cerca di raccontare la storia della CIA dalla nascita fino al 1964, quando fallisce il tentativo di ingerenza americana nella rivoluzione cubana.
Cupo e a tratti irrisolto, a questo film andrebbe riconosciuto se non altro il merito di tener desta l’attenzione dello spettatore per le tre ore di un racconto fiume dalla sceneggiatura spezzettata in flashback e con un intrigo giallo da svelare, ma a mio parere la pellicola riesce anche a miscelare bene le vicende private del protagonista con l’epopea della Storia.
Edward Wilson, che seguiamo dalla sua brillante carriera universitaria diventa uno dei primi agenti segreti americani, ma la figura della spia dipinta in questo film e’ ben diversa da quella dello 007 tutto azione e bella vita solitamente protagonista al cinema: qui siamo di fronte a un burocrate dell’Intelligence che sacrifica tutta la sua esistenza in nome di un bene superiore, quello della Nazione.
Il protagonista sceglie di dedicare la sua vita al controspionaggio per riscattare l’onta del padre, ufficiale di marina che si era suicidato per esser venuto meno al suo dovere, questa decisione condizionera’ tutta la sua vita, non solo lavorativa ma anche sentimentale, costringendolo a rinunciare alla donna della sua vita, per sposare una bella ragazza del suo ambiente che ha messo incinta; quindi come in Bronx a De Niro sta a cuore analizzare il rapporto padre-figlio, approfondendo due aspetti della vita di Edward: il suo bisogno di riscattare il padre che condizionera’ il rapporto con il figlio.
Un altro aspetto che il film esamina e’ quello dell’amicizia, quella sui generis che nel corso degli anni Edward instaura con il suo corrispettivo russo, Ulysses, fatto di drammatici tranelli ma anche di coperture perche’ i nemici di oggi possono essere gli amici di domani, ma in realta’ solo l’antagonista che vive lo stesso genere di vita puo’ capire un’esistenza fatta di segreti e un continuo guardarsi le spalle che porta a una sottile paranoia, ben sottolineata dal tono noir del film.
Forse un po’ troppo artefatta la regia di De Niro che si diletta in qualche manierismo (le inquadrature sghembe) mentre il film avrebbe richiesto uno stile piu’ asciutto, molto belle le scene di raccordo per cui da immagini di repertorio si entra direttamente nelle scene del film.