Il comico televisivo Tom Dobbs, spinto dai suoi fan, decide di presentarsi come candidato per la presidenza degli Stati Uniti d’America e vince le elezioni, le prime svolte tutte elettronicamente grazie a un sofisticato software che sta facendo volare le azioni della azienda costruttrice, ma se il computer avesse sbagliato?
Una storia di onesta’ politica che riecheggia vagamente Frank Capra e che per essere raccontata ha bisogno di venire presentata quasi come una favola narrata dal manager di Dobbs, Jack Menken (un sempre sublime Christopher Walken, qui nei panni di un saggio fanfarone bloccato su una sedia a rotelle dall’enfisema).
E’ un film molto divertente che, senza mai spingere sulla satira, non risparmia battute anche raffinate sulla politica e sul costume non soltanto americani, infatti non manca un riferimento al nostro Parlamento con Cicciolina deputata; Robin Williams e’ ovviamente a suo agio nei panni del mattatore televisivo e riesce a non strafare con la sua gigioneria.
Il film si perde un po’ nella seconda parte dove lascia troppo spazio all’azione complottistica dell’azienda che vuole nascondere il guasto del suo prodotto ma nel complesso e’ un film godibile, che offre qualche interessante spunto di riflessione su questa bizzarra commistione tra comicita’ e politica che sta investendo il mondo occidentale.
Praticamente abbiamo scritto le stesse cose. La seconda parte è francamente tremenda…