Sadie Blake e’ una giornalista a cui viene affidata un’inchiesta sul rapporto tra giovani e sette. La giornalista svolge cosi’ bene il compito che senza volerlo porta alla luce una vera setta di vampiri che si vendica facendo di Sadie carne per i propri banchetti e giochi erotici. Ma Sadie non muore e torna per sgominare la famiglia di nonmorti che l’ha vampirizzata.
Anche se il film non fosse noioso e prevedibile come pure e’, Gutierrez dovrebbe essere punito dagli amanti del gotico per aver trasformato in una scena di comicita’ involontaria una delle piu’ grandi paure dell’umanita’, il terrore di svegliarsi vivi dentro una bara. Si’ perche’ la nostra Sadie che si sveglia dentro la cassa dell’obitorio come prima cosa tenta di alzarsi e picchia una craniata contro il metallo -DLENG!- e a quel punto sono completamente inutili le concitate scene per uscire dalla tomba: addio senso di asfissia, claustrofobia, paura impotenza, resta solo la risata.
E siccome Sadie e’ de coccio quando si risveglia dentro il cofano di una macchina ripiglia la stessa craniata.
Per il resto il film barcolla noiosamente verso la fine con una storia un po’ Kill Bill (Sadie non solo si risveglia dentro una tomba e ne esce, ma si deve vendicare di 5 vampiri, l’ultimo dei quali e’ Bishop, il suo creatore) e Buffy, (vampiri che rifiutano la loro condizione e si mettono contro i loro simili al servizio del bene, balestre spara paletti che in questo caso sono di ferro invece che di frassino).
Lucy Liu’ mostra generosamente le tette, ma a parte la scena iniziale con la prostituta, la poca tensione erotica che il film riesce a creare e’ merito di Carla Gugino nel cameo di Evie.
Quella in foto e’ l’unica scena decente e vagamente originale nella sua eleganza minimalista, tra tutta l’accozzaglia di sottoscala e ganci da macellaio che il film riesce a mettere insieme.
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