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14
Gen
08

Deadwood

AlofficialfanclubZitta zitta e nel cuore del sabato notte (ore 02,20) La 7 ha deciso di riproporre dallo scorso 12 gennaio la prima serie di Deadwood; il mio consiglio spassionato e’ quello di buttarci almeno un occhio perche’ questa e’ una delle serie capolavoro della HBO di cui avevo gia’ parlatoprecedentemente. Resta sublime la scheda imdb dove si sottolineava che nel pilot il termine fuck e’ ripetuto 31 volte, ora hanno aggiornato il conteggio al numero totale di volte in cui la parola e’ stata ripetuta in tutte le tre stagioni!
La prima serie di Deadwood era andata andata in onda nell’estate 2006 e io ho aspettato fiduciosa l’estate scorsa per vedermi la seconda stagione, ma La 7 gli ha preferito l’ America’s Cup, cosi’ sono ricorsa al mulo per sopperire all’astinenza da Al Swearengen e mi sono vista tutte le dodici puntate in due sole serate, ne parlero’ molto presto, per ora anticipo che dalla seconda serie entra in scena George Hearst, babbo del tycoon William Randolph a cui si ispira Quarto Potere e se volete sapere come il giovane Kane eredita le sue miniere, beh.. dovete proprio guardare Deadwood!
Adesso non mi resta che procurarmi la terza ed ultima serie almeno con i sottotitoli in italiano perche’ se il linguaggio non e’ da educande i discorsi sono pregni di significati e sottintesi politici, in fondo si sta solo costruendo l’America..

11
Nov
09

Scoop

Scoop Sondra, una svampita aspirante giornalista del Midwest americano, e’ a Londra ospite di amici. Un giorno assiste allo spettacolo di un mago da strapazzo, Splendini (al secolo Sid Waterman) che la invita sul palco; mentre si trova nello “smaterializzatore” Sondra viene contattata dallo spirito di un famoso giornalista appena scomparso che attraverso di lei vuole mettere a segno l’ultimo scoop della sua carriera: smascherare l’imprendibile killer dei tarocchi..

La trasferta londinese di Allen pare davvero fruttuosa, in breve tempo il maestro newyorchese ha sfornato due film molto belli: il melodrammatico Match Point dello scorso anno e questa nuova godibilissima commedia che lo vede tornare a recitare in un ruolo comico, dalle battute fulminanti come non gli riuscivano da tempo.
Scoop non sta certo tra i capolavori dell’autore, ma resta un divertissement notevole dove i protagonisti cercano di essere qualcun altro, in particolare la strana coppia Sandra/Splendini che si finge padre e figlia e ricchi magnati americani, pur di riuscire a trovare le prove di quanto il reporter scomparso comunica dall’aldila’. Con grande leggerezza il regista mischia citazioni dei suoi film e reminiscenze hitchcockiane anche se ho l’impressione che Allen sia affascinato dalla sopravvissuta distinzione in classi sociali che caratterizza Londra e che gli permette di confrontarsi con il romanzo di Dreiser Una tragedia americana: anche in questo film come in Match Point e’ possibile trovare dei riferimenti al film tratto dal libro nel ‘51 Un posto al sole, nel primo film l’omicidio dell’amante incinta era l’unica soluzione per non perdere i privilegi acquisiti, in Scoop c’e’ la diretta citazione dell’omicidio in barca previa spiegazione del perche’ si sta compiendo.
Molto azzeccato il cast, soprattutto maschile: distaccato ed ironico Allen, credibile e fascinoso Hugh Jackman senza unghioni e doppio ciuffo a banana di Wolverine e last but not least il cameo di Ian McShane nella parte di Joe Strombel il reporter capace di osare allungare anche una mancia alla morte e calarsi di soppiatto nelle acque dello Stige per portare a termine il suo scoop: solo il mitico Al Swearengen (il ruolo di McShane in Deadwood) poteva osare tanto!

11
Nov
09

Desordre Telefilm Award 2006

Mentre inizia una nuova stagione televisiva, voglio ricordare i migliori serial della stagione passata, quella che ha ufficialmente sancito lo status “artistico” del telefilm, sdoganandolo dallo stato di semplice passatempo a cui gettare un occhio svagato durante le serate casalinghe.
I vincitori della mia personale classifica sono due, ex aequo: Brigada e Deadwood.

Photo_1Il primo e’ un prodotto russo andato in onda questa primavera su Canaljimmy, che narra l’ascesa ai vertici della mafia russa di quattro ragazzi della periferia moscovita, amici per la pelle. Lo stile, come dicevo gia’ nel post che gli avevo dedicato all’epoca, e’ molto diverso da quello sincopato dei serial americani, ha piu’ l’afflato de La Piovra; il regista ha un occhio sicuramente piu’ cinematografico che televisivo e a distanza di mesi ho ancora ben impressa in mente la scena della morte di Farkhad, l’amico di Sasha Belov; mitico anche l’incontro tra i due vecchi compagni d’armi sul punto di ingaggiare uno scontro tra bande rivali, Sasha e Farkhad si riconoscono, erano stati commilitoni in Cecenia e deposte le armi passeggiano rievocando i bei tempi andati mentre a passo d’uomo li segue il corteo di grosse berline guidate dei loro scagnozzi.
Non manca l’affondo contro la corrotta politica russa per cui la Brigada di Belov godra’ i favori del governo e dei servizi segreti finche’ non rifiutera’ di fare da paravento alle esportazioni di armi in Cecenia: il rifiuto causera’ la rovinosa caduta dei quattro amici con le ultime puntate sempre in crescendo: per come sono sviluppati i temi dell’amicizia e dell’onore, Brigada mi ha ricordato la saga di A better tomorrow.

DeadwoodalsethPari merito con il telefilm russo metto Deadwood , magnifico gioiello della solitamente asfittica programmazione estiva.
Le avventure nella nascente cittadina di frontiera, costruita in territorio indiano e fuori dai confini degli Stati confederati vanta una scrittura eccezionale e su tutti gli altri ottimi personaggi spiccano Al Swearengen e Doc, tra le migliori delineazioni psicologiche che abbia mai visto al cinema o in tv.
Il telefilm parte bene ma in maniera piuttosto normale: ci sono inaspettati colpi di scena, ma come al solito lo spettatore crede di poter distinguere chiaramente tra buoni e cattivi, invece nel corso di 15 puntate le cose si ribaltano e cosi’ negli ultimi episodi mi sono ritrovata ad inveire conto Seth Bullock, presunto rappresentante del buoni che si dimostra debole e talmente ipocrita da farselo dire pure dalla sua amante. Il crudele Swearengen invece si rivela un uomo con le palle: pur circondato da scagnozzi non disdegna di sporcarsi le mani uccidendo in prima persona chi rischierebbe di distruggere il fragile equilibrio della citta’ e nell’ultima puntata e’ in grado di un atto di morte di estrema umanita’, con la silente complicita di Doc, il medico avvinazzato e disilluso di Deadwood.
I due serial sono frutto di due scuole sicuramente agli antipodi negli stili ma di fondo trattano lo stesso argomento: la dura lotta per la sopravvivenza nei momenti di incerte situazioni sociopolitiche dove spesso la violenza e’ l’unica via per garantire la tranquillita’ personale, Sasha Belov e Al Swearengen riescono a trascendere la figura del gangster perche’ scelgono quella vita sicuramente per un interesse personale ma la loro visione del mondo e’ piu’ ampia e pur dibattendosi nella merda, come direbbero entrambi, cercano di plasmare il mondo che li circonda: tutte le civilta’ nascono cosi’, che ci piaccia o no.