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29
Mag
08

Rise – la setta della tenebre

Risesettatenebre

Sadie Blake e’ una giornalista a cui viene affidata un’inchiesta sul rapporto tra giovani e sette. La giornalista svolge cosi’ bene il compito che senza volerlo porta alla luce una vera setta di vampiri che si vendica facendo di Sadie  carne per i propri banchetti e giochi erotici. Ma Sadie non muore e torna per sgominare la famiglia di nonmorti  che l’ha vampirizzata.

 

Anche se il film non fosse noioso e  prevedibile come pure e’, Gutierrez dovrebbe essere punito dagli amanti del gotico per aver trasformato in una scena di comicita’ involontaria  una delle piu’ grandi paure dell’umanita’, il terrore di svegliarsi vivi dentro una bara. Si’ perche’ la nostra Sadie che si sveglia dentro la cassa dell’obitorio come prima cosa tenta di alzarsi e picchia una craniata contro il metallo -DLENG!- e a  quel punto sono completamente inutili le concitate scene per uscire dalla tomba: addio senso di asfissia, claustrofobia, paura impotenza, resta solo la risata.

E siccome Sadie e’ de coccio quando si risveglia  dentro il cofano di una macchina ripiglia la stessa craniata.

Per il resto il film barcolla noiosamente verso la fine con una storia un po’ Kill Bill (Sadie non solo si risveglia dentro una tomba e ne esce, ma si deve vendicare di 5 vampiri, l’ultimo dei quali e’ Bishop, il suo creatore) e Buffy, (vampiri che rifiutano la loro condizione e si mettono contro i loro simili al servizio del bene, balestre spara paletti che in questo caso sono di ferro invece che di frassino).

Lucy Liu’ mostra generosamente le tette, ma a parte la scena iniziale con la prostituta, la poca tensione erotica  che il film riesce a creare e’ merito di  Carla Gugino nel cameo di Evie. 

Quella in foto e’ l’unica scena decente e vagamente originale nella sua eleganza minimalista, tra tutta l’accozzaglia  di sottoscala e ganci da macellaio che il film riesce a mettere insieme.

24
Nov
09

Irina Palm

Irinapalm Bah! Proprio mi sfugge il motivo per cui questo film e’ cosi’ acclamato, io l’ho trovato molto furbo e fondamentalmente ipocrita..
Si piglia ‘na vecchia e la si manda a lavorare al bordello, perche’? Ma perche’ la povera donna deve farsi carico del nipotino molto malato e rimboccarsi le maniche anche per il figlio bamboccione e la nuora che non si sa perche’ la odia, ma che quando scoprira’ il suo altruistico gesto le sara’ grata a vita.
Siccome non si puo’ mica avere una protagonista zoccola, si fa in modo che la vecchia abbia le mani d’oro e la si mette a tirar seghe, che il petting e’ solo un peccato veniale.
La vecchia al bordello fa ridere perche’ i clienti si immaginano che dall’altra parte del muro ci sia una strafiga e noi invece vediamo la realta’: la vecchia in grembiale a fiori e pantofole; peccato che questa gag giri da almeno 10/15 anni (da quanto sono nate le chatline erotiche) anche nei piu’ tristi spettacoli comici televisivi, ma la vecchia al bordello fa ridere e non si discute, comunque, per non far prendere una piega troppo leggera al film ogni tanto si innestano delle patetiche scena all’ospedale, pure un rallenti di una melanconica festa nel reparto pediatrico, che persino Cuccuzza ci insegna che la spettacolarizzazione del dolore tira piu’ del famoso pelo, che infatti non si vede, solo tette e culi cellulitici ed ancor piu’ invisibile e’ il protagonista sollazzato dalle mani d’oro di Irina Palm.
A salvare il film c’e’ solo Marianne Faithfull, quando il suo occhio s’infiamma di malizia luciferina nel rispondere alla curiosita’ delle amiche, ma ovviamente una sessantenne dalla vita banale, con alle spalle una vita matrimoniale insoddisfacente e piena di corna non puo’ mica ritrovare l’autostima nell’essere la migliore a tirar seghe e a guadagnar soldi, oh! cosa gli vuoi insegnare a ‘ste nuove generazioni?!? cosi’ l’apoteosi del bieco moralismo si inventa la love story con magnaccia. Ma per piacere…