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14
Mar
08

Uno, due, tre!

UnoduetrelocOne, Two, Three
USA 1961,
con James Cagney, Horst Buchholz, Pamela Tiffin
regia di Billy Wilder

Berlino 1961, a pochi mesi dalla costruzione del muro, C.R. MacNamara, direttore della sede tedesca della Coca-Cola, e’ convinto di aver raggiunto i vertici della sua carriera dopo aver stretto un accordo con i dirigenti sovietici per poter distribuire la bevanda oltre cortina, quando a scombussolare i suoi piani arriva la figlia del suo capo, l’irruenta Scarlett Hazeltine che nel giro di due mesi si sposa con un ragazzo comunista di Berlino Est. MacNamara riesce in un primo momento a far annullare il matrimonio, ma quando si scoprira’ che la ragazza e’ incinta dovra’ recuperarle il marito e renderlo accettabile agli occhi del suocero.

Uno, due tre! non spicca certo tra la filmografia Wilder, io lo avevo visto tempo fa in televisione e ammetto che, pur trovandolo molto piacevole, non mi aveva entusiasmato, ma la visione sul grande schermo in lingua originale e’ stata fulminante.

Uno_due_treBilly Wilder e’ cattivissimo e non perdona nulla al capitalismo (nelle trattative per la distribuzione della Coca-Cola i dirigenti russi offrono come compenso una turnee’ americana del balletto del Bolshoi, e Macnamara risponde secco “No culture, only cash!”) ne’ al comunismo (una scena girata a Berlino Est indugia su uno striscione “il marxismo rende liberi” parodia del terribile “il lavoro rende liberi” che campeggiava all’ingresso dei campi di concentramento) e i berlinesi a 15 anni dalla caduta del nazismo sono ancora mostrati come un popolo soggetto alla piu’ cieca ubbidienza, sempre vaghi sulle loro collusioni con il potere precedente, esempio perfetto e’ Schlemmer, l’assistente di MacNamara, che non riesce mai ad esimersi dal battere i tacchi e rivelera’ un trascorso nelle SS, anche se come aiuto pasticciere in cucina.
Oltre alle ideologie Wilder, che gira il film proprio nei giorni della costruzione dei muro, e’ attentissimo alla realta’ del tempo prendendo in giro anche il giovanilismo degli anni ‘60: Scarlett e’ la classica diciassettenne tutta urli e svenimenti che impareremo a conoscere con il fenomeno Beatles.
Molto citazionsmo nella pellicola: Cagney che rifa’ la stessa scena di Nemico pubblico, le donne Hazeltine, provenendo da Atlanta, si chiamano come le protagoniste di Via col Vento e non mancano battute sui grandi successi del periodo, Spartacus e La dolce vita
Da sottolineare la vigorosa prova di James Cagney, vero mattatore del film, presente in tutte le scene: e’ incredibile la sua recitazione in lingua originale: parla (o meglio urla) a raffica, non si riesce quasi a stare dietro ai sottotitoli, sprizza energia da tutti i pori (e aveva passato i 60 all’epoca del film) consegnando alla storia un’interpretazione che lascia piacevolmente spossati e senza fiato gli spettatori.

30
Dic
09

Angel – La vita, il romanzo

Angel_2 Nellinghilterra di fine 800, Angel Deverell, figlia di una droghiera combatte contro tutto e tutti per portare avanti il suo sogno: diventare una famosa scrittrice, il sogno di avvera portandole anche lamore, il pittore incompreso Esme Howe-Nevinson. La dorata vita di Angel si infrange contro la prima guerra mondiale, quando i suoi romanzi passano di moda ed Esme si suicida, incapace di sopravvivere alle brutture della guerra, anche Angel dovra confrontarsi con la realta ed uscire dal mondo fantastico nel quale si e sempre illusa di vivere.

Quel che colpisce maggiormente nellultimo film di Ozon e la messa in scena, ispirata ai women movie degli anni 30 e 40, definizione che comprende un cinema che ha come protagonista le donne ed e indirizzato ad un pubblico prettamente femminile e che spazia da opere fondamentali come Via col vento, (chiara fonte di ispirazione del film di Ozon) a melodrammi convenzionali fino a opere minori che puntano esclusivamente sui toni melensi; loperazione riesce molto bene nella prima parte del film quando il regista sottolinea con ironia i toni piu parossistici del sentimentalismo pescando nellestetica da soap opera: lo sguardo che si perde nel vuoto, luso evidente dei trasparenti, e soprattutto il bacio tra Angel ed Esme sotto la pioggia, ripreso dal basso con la macchina che sale fino ad inquadrare larcobaleno uscito a coronare la promessa d’amore dei due giovani: credo che una composizione simile non sia mai stata osata neppure nella piu stucchevole telenovela!
La seconda parte del film, piu drammatica risulta piu convenzionale e quindi anche piu noiosa: peccato che il Ozon non abbia osato continuare ad calcare i toni esasperati della prima parte, si azzarda solo una volta quando Angel si reca a casa della rivale in amore, scoprendo tra laltro dei risvolti degni del miglior feuilleton, la scena si svolge nel 1920 e Angel si presenta sfatta, malamente abbigliata nelle sue sontuose mise di fin de siecle: il solo contrasto tra lo stile della casa e lanacronismo di Angel evidenzia l’incapacita’ della protagonista di affrontare la realta e da a tutta la scena un risvolto tragicamente grottesco.
Merita di essere menzionata la prova di Romola Garai, in grado di modulare tutte le sfumature del personaggio di Angel: ragazzina sfacciata ed insolente, ragazza inebriata dal successo e dallamore, donna delusa dalla vita ma caparbiamente intenzionata a portare avanti la visione romanzata della sua esistenza.